CAMBONANDO DO GRANDAO

Precisazione su Ancarano (dicembre 2008)
(che non ho fatto lì per lì e me ne pento): i cinque Exù di Sinj Vrh, contavo anche Mae Teresa, erano quattro Gianni, Mario e Alfredo e io, anche se solo di complemento, non ce n’era per nessuno: se penso alla qualità che si esprimeva, mi viene da piangere di commozione per allora.
Pareva la Grande Inter dell’Umbanda:
1 Sarti = Cambono Il più alto (scarso) in porta e poi la formazione la faccio io…
2 Burgnich = Carla Ricorda Tarcisio: attenzione sul secondo binario Cabocla in transito…
3 Facchetti = Ariella Non è la più gentlewoman e poi non è alta ed elegante?
4 Bedin = Ani Mai vista come mediano?
5 Guarnieri = Rocha I Quando era Stopper: efficacissima, chiedere conferma a Michela…
6 Picchi = Scavelon Chi se non lui come libero?
7 Jair = PaiLeo Ala destra ovviamente…
8 Mazzola = Lucia La bandiera, senza di lei niente squadra in campo
9 Milani = Mario Centravanti di spinta…
10 Suarez = Rocha II Genio con la palla sul terreiro di gioco e sulle ns. palle indoor (aule)
11 Corso = Gianni P. Ala sinistra ovviamente…

è solo un gioco, ma dispiace lasciare fuori campioni assoluti dell’epoca (o arrivati dopo) come Dani, Andre, Ste, Gianni S., MariCar., Elvio, Eliana, Vivien, Dunja ecc.
Nulla di personale…
Quando sento iniziare un discorso così, di solito penso che la comunicazione che seguirà sarà personale, molto personale, troppo personale. Perciò questa è una cosa personale.
A metà della gira sono collassato, ho sentito la mia energia scendere come non era mai successo prima e ho cominciato a guardare le cose da fuori. Non riuscivo più a muovermi, Non ho provato alcuna gioia per la nuova Vovò. Sentivo solo amarezza e fatica per un lavoro che sentivo consumato, che mi imprigionava in un ruolo, che mi pareva frusto e logoro ma che, lo so benissimo, non lo è.
Nell’incontro seguente, da brava foca ammaestrata – una delle immagini più divertenti che meglio ci definisce-, seguivo (in attenzione o in stand-by, come si usa dire attualmente) i tuoi discorsi che come sempre mi chiariscono molte cose, l’ultima quella dei bacini sotterranei. Quanti sanno che sei in trance? E che le foche dormienti lo sono? Risvegliato con la storia di Sinj Vrh: pura rabbia!
Sarà che invecchio o che il periodo appena attraversato mi ha lasciato più segni di quanto credevo ma le difficoltà che incontro non sarà che derivano anche dall’applicare a tutti, quindi anche a chi non sa quanto è stata sofferta, l’amata democrazia nel lavoro che mi hai insegnato a conoscere e a vivere? Voglio ancora affrontare la razione di vomito prevedibilmente dispensata a ogni gira di evoluzione?
Ma questi Signori si rendono conto che Lucia fa una fatica bestia: apre la gira, segue gli altri e nel contempo tira su anche le cragne: dovrebbe avere le braccia di Kali e, in più, dopo metà gira fare anche quello che non sono riuscito più a fare io (fastidio, molto fastidio). Cercano i miracoli? Eccolo qui: Lo fa gratis!!!
Mia nonna diceva: dovresti portare a tua madre l’acqua con le orecchie, non occorre tanto (fa pure un po’ schifo) ma almeno portare le bottiglie e le candele…
Non si starà mica allevando una (Um)banda di mini Terese d’ambo i sessi solo quanto a vizi però, senza l’ineffabile capacità della predetta Mae di tirare giù l’intirabile?
Non dico di fare come è toccato a noi che eravamo “vecchi” dopo un anno!
Ero già Cambono (con Alfredo) la prima volta che la Mae è arrivata senza Pai Leo!
Non dico di instaurare di nuovo la gerarchia (vedi più sotto un confronto spassionato tra ieri e oggi) e non mi impanco a giudice perché sono il primo che cerca di schivare le offerte agli incroci.
Ma cazzo, nessuno sente la chiamata a dare una mano: A me è successo a Bracchio con Pai Leo che mi rispondeva gentilmente che non serviva ma poi guardava se guardavo quello che faceva, e me lo spiegava, grazie Pai Leo! Certo in questa gira sono apparsi due volenterosi tra i neofiti (Vedi Ogan rivelato e Pietro) ma gli ex neofiti dov’erano?
E se si deve rendere giustamente onore a quelle Signore che ti darebbero anche l’anima e si dannano per organizzare Congar e il resto, bisogna pur dire che non hanno nemmeno loro guardato come si fa e che cosa deve essere a portata di mano.

Racconto semiserio sulle cose del passato
(scusate se sembra elegiaco ma eravamo molto più giovani)
e del presente
(scusate se sembra irrispettoso, ma ci sono andato così lontano?).

Cosa succedeva quando eravamo sfigati, gerarchici, brasiliani e crudeli con i nuovi:
la stanza era lavata da due persone a turno e prima di entrarci il pavimento era asciutto;
i fiori venivano acquistati a turno dalle Signore, venivano disposti in un vaso con l’acqua pulita con cura e amore al centro del Congar a lato c’era la brocca con l’acqua e i bicchieri, i fiammiferi e la Pemba, davanti il portacandela con una candela nuova e il cero bianco;
la Mae trovava tutte le cose necessarie raccolte a lato del Congar in borse appositamente preparate;
le persone (non ancora medium) in attesa di cominciare e che non avevano compiti da svolgere si raccoglievano in meditazione una volta entrati nella stanza del Congar e comunque parlavano a bassa voce se fuori da essa;
così quando entrava la Mae si poteva sentire l’aria cambiare;
e quando la Mae accendeva la candela e attivava il Congar con le operazioni di rito che se si guardavano, lo si faceva con estremo rispetto, l’aria cominciava a turbinare e i respiri e i colpi di tosse annunciavano la partenza;
Si salutava il Congar, cristiani, cattolici, comunisti, atei e agnostici compresi;
il Cambono accendeva i carboncini e chiedeva Erbe o incenso e l’Ogan vista la scelta, iniziava il ponto di defumazione;
ci si sforzava di capire cosa si doveva cantare e chi aveva più memoria ma meno voce non si vergognava di cantare (anche se veniva criticato dagli smemoratoni ma intonatissimi nn. 2, 3 e 4 della Gerarchia);
Si defumava Casa e Filhos e finita la defumazione ci si inginocchiava per iniziare la gira.
Si imparava con le spiegazioni e l’esempio come aiutare i medium incorporati e a non toccarli con i palmi delle mani ad abbracciarli con il dovuto rispetto: con forza Ogum, con amore la Vovò ecc.
Si girava, e girava e girava e poi a grande richiesta: l’aula (che rompeva i maroni ma cussì se imparava a taser e a pensar: tanto se un sa sa, se un no sa, no ‘l sa e no ‘l capissi che la domanda, squasi sempre ga già la risposta dentro, ma se se xe cussì ocupadi a pensar de far una bela domanda che no se se scolta farla e stravolti da la fadiga dopo verghela fata a farla, no se ’scolta gnanche la risposta).
Si chiudeva la gira, si salutavano Congar, Mae, Pai Leo, Maezinha e o Filho de Oxalà.
Si cantava Estrela do Ceu, Estrela da Guia o un abraço dado di bom coraçao…

Poi, il miracolo: siamo diventati fighi, democratici, europei e montessoriani con i nuovi:
la stanza forse viene lavata;
i fiori vengono acquistati sempre dalla più volenterosa (tanto le fa piacere);
si mette su alla buona il Congar (è meno elegante ma più spontaneo, anzi, più cocolo);
le cose necessarie, quando si trovano, si trovano: erano lì, bastava zercar;
si parla tranquillamente a voce alta nella sala e quando entra la Mae, pare di cattivo umore (chissà, avrà litigato con Gianni o avrà pensieri), si continua a cazzeggiare amabilmente;
intanto che la Mae xe intenta nella robe sue lì, che no se sa mai cos’che la fa, se continua a ciacolar, se se inacorzi che la ne varda per storto, ara, solo noi e no quei là che i se meti in zenocion o i sta coi oci serai, che tanto miga xe già cominciado, no?
A piacere e per motivi ’sai oscuri qualchidun saluda il Congar;
il Cambono una volta organizzato un Defumador Sagrado di fortuna procede all’opera sua;
si fa la defumazione con canti decisamente migliorati (ciò almeno una xe meio);
si gira ma non troppo perché se se stanca, dopo se suda e eco che se ga fredo e se ciapa mal;
forse c’è l’aula, ma dolce e gentile perché no parla la Mae che sempre la ne ziga che semo mussi;
Si chiude la gira, non si saluta nessuno, come sopra il Congar: non si canta Estrela do Ceu, Estrela da Guia se la ricorda uno solo, magari un abraço… ma anche no: i xe tuti sudai.

Resta il sospetto, in qualcuno, di aver buttato via il bambino insieme all’acqua sporca.

Estrela do céu
que guiou nosso pai
Guiai esses filhos
(no) caminho que vai

Gloria a Jesus
Nosso pai redentor
Que na santa cruz
o seu sangue derramou

Estrela da guia
che guiou nosso pai
guiai esses filhos
(no) caminho que vai

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