sopraluogo

Un paio di settimane fa Gianni mi ha chiesto di fare un sopraluogo in Sicilia, nel posto dove si terrà un seminario esperienziale di 4 giorni in ottobre.

Non ho capito perchè l’abbia chiesto proprio a me ma ho accettato e sono partito, questo è il rendiconto di questo mio piccolo viaggio.

Dato che dovevo trascorrere un po’ di tempo tra aerei e aeroporti ho portato con me un libro che avevo iniziato a leggere ed interrotto poco tempo fa: “Il codice dell’anima” di James Hillman.

Il libro parla, in sintesi, del fatto che ognuno di noi abbia un mandato da compiere e un carattere “essenziale” particolare e come questo abbia poco o niente a che fare con l’ambiente familiare nel quale è cresciuto.

Il libro inizia descrivendo il mito di Er tratto da La Repubblica di Platone:

“Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. E’ il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino. Secondo Plotino, il maggiore dei filosofi neoplatonici, noi ci siamo scelti il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita adatti all’anima e corrispondenti, come racconta il mito, alla sua necessità. Come a dire che la mia situazione di vita, compresi il mio corpo e i miei genitori che magari adesso vorrei ripudiare, è stata scelta direttamente dalla mia anima, e se ora la scelta mi sembra incomprensibile, è perchè ho dimenticato.”

Credo che possa essere interessante condividere con voi una sintesi dei 2 capitoli + 1/2 che sono riuscito a leggere durante il viaggio.

Il primo capitolo, che già avevo iniziato e interrotto e ho potuto riprendere in aereo, s’intitola “La superstizione parentale“, eccovene alcuni stralci:

Quell’osservazione della Eyer, che “i bambini sono profondamente influenzati… dalle speranze che scorgono nel mondo degli adulti”, potrebbe essere una chiave per comprendere lo sgomento e il turbamento del mondo infantile. Quali speranze possono mai scorgere nel mondo degli adulti? Cucire addosso una qualche speranza ai bambini e al loro futuro è più facile per il mondo degli adulti che darsi esso stesso un’orizzonte di speranza. Le popolazioni arcaiche e le comunità tribali offrivano ai loro bambini la stabilità, un’illimitato arco di tempo di continuità. I cambiamenti ciclici, le migrazioni, il nomadismo non intaccavano le fondamenta. I miti rendevano vivibile la vita e la speranza non era un categoria dell’esistenza. La speranza entra nella storia, nella nostra psicologia, quando si appanna la fiducia nella continuità.

“Il posto del padre è altrove, perchè il suo valore fondamentale per la famiglia consiste nel mantenere i contatti con l’altrove.

Rilke:

Talvolta un uomo si alza da tavola a cena

ed esce e cammina, e continua a camminare,

perchè da qualche parte a oriente sa di una chiesa.

E i suoi figli pregano per lui, come se fosse morto.

E un altro uomo, che muore nella sua casa,

nella sua casa rimane, dentro il tavolo e il bicchiere,

sicchè i suoi figli devono andarsene nel mondo, lontano,

verso quella stessa chiesa che il padre ha dimenticato.”

“Un figlio “felice”: mai, in nessun tempo e in nessun luogo, questo è stato il fine che i genitori si sono proposti. Un figlio industrioso, che si renda utile; un figlio malleabile, un figlio sano; un figlio ubbidiente, bene educato; che si tenga lontano dai guai; un figlio timorato di Dio; un figlio da godere: tutte qeste sottospecie, sì. Ma la superstizione parentale ha fatto cadere i genitori nella trappola di dover fornire, insieme alla scarpe, ai libri di scuola, alle vacanze con il bagagliaio carico da scoppiare, anche la felicità. Ma può chi è infelice produrre felicità? Poichè la felicità alla sua antica fonte era eudaimonia, cioè un daimon, contento, soltanto un daimon che riceve ciò che gli spetta può trasmettere un effetto di felicità all’anima di un bambino.”

” I genitori cosmici, mitici, vengono confusi con le madri e i padri personali. Allora il potere formativo e i misteri assegnati ad astrazioni come il cielo e la terra, il Dio Cielo e la Dea Terra, diventano madri e padri concreti, mentre madri e padri sono divinizzati, con effetti di proporzioni cosmiche.”

“Inoltre, crediamo di appartenere soltanto a questa nostra storia personale con l’influenza personale che su di essa esercitano i nostri genitori, invece che agli invisibili miti che i genitori hanno spodestato.”

” Noi prendiamo alla lettera il quarto comandamento, “Onora il padre e la madre”, il che è segno di civiltà e gentilezza. Ma non dimentichiamo che la preoccupazione di questo comandamento, come dei tre precedenti, è quella di eliminare ogni traccia di politeismo pagano nel quale il culto degli antenati era fondamentale…..Nasce qui, per comandamento, e varrà per i secoli dei secoli, la superstizione parentale. Il mondo primordiale degli spiriti è stato rimpicciolito negli idoli concreti e umani, troppo umani, di due figure individuali…..Il nostro orizzonte è stato ritagliato per ridurlo alla loro scala, e la loro scala è stata ingrandita da ciò che essi rimpiazzano.”

“L’elaborazione della superstizione parentale assomiglia a una conversione religiosa: alla liberazione dal nostro secolarismo, dal nostro personalismo, dai nostri monoteismo ed evoluzionismo e fede nella causalità. Richiede di fare un passo indietro, per tornare all’antico contatto con le cose invisibili, e un passo fiducioso oltre le soglie di casa, per immettersi nella ricca profusione di influenze offerta dal mondo.”

Dal capitolo Ritorno agli invisibili:

“Prima di allora (della cristianità n.d.r.) il mondo era sempre stato permeato di Invisibili, una condizione che la cristianità definì paganesimo. Quando l’Invisibile abbandona il mondo quotidiano (come fece con Giobbe, lasciandolo afflitto da ogni sorta di disgrazie fisiche e materiali), allora il mondo visibile non può più alimentare la vita, perchè la vita non ha più il suo sostegno invisibile……Il grandioso compito di una cultura che voglia alimentare la vita, dunque consiste nel mantenere gli Invisibili attaccati a ,….Come dicevano i greci dei loro dèi: non chiedono molto, soltanto di non essere dimenticati.”

Dal capitolo Esse est percipi:

“Vedere è credere, credere in ciò che si vede, e questo fatto conferisce immediatamente il dono della fede alla persona e alla cosa che riceve lo sguardo. Il dono della vista è superiore al dono dell’introspezione. Perchè tale vista è una benedizione: trasforma….Essere è in primo luogo essere visibili. Il lasciarci passivamente vedere offre una possibilità di benedizione. Perciò noi cerchiamo amanti e mentori e amici, affinchè possiamo essere visti ed essere benedetti.

“La percezione pone in essere e mantiene in vita l’essenza di ciò che è percepito”

Cosa c’entra tutto ciò con il mio sopraluogo?

Prima di partire mi sono posto domande sull’opportunità della mia partenza, dato che avrei lasciato mio figlio piccolo (1 mese), e il grande (4 anni), ultimamente e comprensibilmente più conflittuale del solito, sulle spalle della mia compagna, vedete voi se c’entra…Inoltre il mio compito era di capire se il luogo che aveva trovato la nostra amica Antida si prestava a favorire il collegamento del gruppo con ciò che Hillman chiama Antenati o Invisibili e che possiamo chiamare forze naturali archetipiche (speriamo non si offendano); c’entra?

Bene, data la mia naturale tendenza a incasinarmi quando si tratta di riflettere su ciò che sento non ho molto da aggiungere, posso solo dire che a parte la calda e accogliente ospitalità, ho ricevuto molta energia da quei luoghi: mi sono sentito molto vivo e leggero (malgrado lo scirocco e i più di 38°C) e, se così si può dire, singolarmente vicino a luoghi che vedevo per la prima volta.

Non so bene a cosa potranno servire queste riflessioni, ma se vi va potrete scrivere cosa pensate di tutto ciò collegandovi direttamente al sito shiatsuscuola.it , dove si creerà una sorta di blog e al quale vi rimando per tutte le informazioni sul seminario di ottobre (nuovo frutto della perversa mente di Pizzati).

Baci e a presto Pietro Alfieri

Lascia un commento