Mi piaceva

Postati in Uncategorized su maggio 28, 2009 da ste

“Meanwhile, quietly and outside of history, shamanism has pursued its dialogue with an invisible world. Shamanism’s legacy can act as a steadying force to redirect our awareness toward the collective fate of the biosphere. The shamanic faith is that humanity is not without allies. There are forces friendly to our struggle to birth ourselves as an intelligent species. But they are quiet and shy; they are to be sought, not in the arrival of alien star fleets in the skies of earth, but nearby, in wilderness solitude, in the ambience of waterfalls, and yes, in the grasslands and pastures now too rarely beneath our feet.”

from: “Food of the Gods ” di Terence Mckenna

“Nel frattempo, tranquillamente e al di fuori della storia, lo sciamanesimo ha proseguito il suo dialogo con un mondo invisibile.

L’eredità dello sciamanesimo può agire come una forza costante, utile a ridirigere la coscienza collettiva verso il destino della biosfera.

Il credo sciamanico ci ricorda che l’umanità non è senza alleati.

Ci sono forze favorevoli alla lotta che combattiamo  per rinascere come  “Specie Intelligente”.

Ma queste forze sono tranquille e timide; devono essere cercate, perseguite, ma non aspettando l’arrivo di flotte aliene provenienti dalle stelle, ma nelle vicinanze, nel deserto della solitudine, nell’atmosfera delle cascate, e ebbene sì, nei prati e nei pascoli che ormai troppo raramente sentiamo sotto i nostri piedi.”

Tratto da: “Il Nutrimento degli Dei ” di Terence Mckenna

experimental

Postati in Uncategorized su maggio 27, 2009 da aigroig

martedì 26 maggio 2009 A proposito di ieri sera, delle informazioni…
cerco di riportare quella specie di dialogo interiore – a mo’ di flusso joyciano di scolastica memoria – che mi ha attraversato ieri la mente e il corpo simultaneamente

respira, respira, cosè tutta stà forza nelle mani, i muscoli si tendono, mi sento aggressiva
è rabbia? È una rabbia? È rabbia contro che cosa…ma è rabbia? È potenza, mi sento potenza
io distruggo, io posso spazzare via. Tieni Giorgia, tieni tutto, non puoi, non puoi farlo, tieni.
L’immagine – conosco questa immagine: io l’ho fatto! – è quella che con l’avambraccio teso spazzo via tutto quello che c’è sulla tavola: piatti bicchieri tazze tazzine… La tavola dove si sta mangiando dove tutti rimarranno senza parole, anche atterriti. Tutto ciò non è prevedibile, loro non sanno cosa sta per accadere. E digrigno i denti = è una salvezza, ancora, digrigno i denti. E mi salvo. E’ rabbia? E’ che forza è? Cazzo, Cristoforo Colombo. Tieni Giorgia tieni tieni. Devo rovesciare la tavola. Tieni tieni. Devo rovesciare la tavola. Perché devi rovesciare la tavola? Perché? PERCHE’ BISOGNA BUTTARE VIA TUTTO, NON BISOGNA TENERE NIENTE, QUESTE SONO CAZZATE! NON POSSEDERE, LIBERARSI, far pulizia de stè scovaze!!! Cosa c’è sulla tavola? Bicchieri, bottiglie. Via, butta tutto via. Non deve esserci niente sulla tavola. Giorgia resisti, non lasciarti andare. Ma vuoi farti vedere? Hai voglia di fare uno scherzetto? E’ questo che ti muove? Fanculo Che me ne frega, in questo momento non ho voglia di vergognarmi. Ma chi se ne frega. Non riesco nemmeno a piangere, non riesco a gridare, ho solo tutta questa forza, ho voglia di distruggere. Mi viene fuori un grugnito rabbioso, stà tra le mascelle. Perché stanno seduti? Perché stanno seduti su queste sedie? Via queste sedie, devono andare via. Devo testare questa forza. Ti prego lasciami fare questo Posso? Prova…poco poco. Ecco poco poco. Tieni tieni tieni. Questo tenere è devastante. DEVASTANTE Vorrei solo alzarmi e buttare tutto all’aria. Ho paura. Non riesco più a tenere (anche ora mentre scrivo mi viene su quella paura e mi viene da piangere n.d.r.) non riesco a tenere. Stò strappando l’erba! Ma perché cazzo me la stò prendendo con l’erba quando voglio buttar all’aria il tavolo! Voglio buttare giù queste sedie. È enorme quello che sto provando Ho paura ho paura il cuore mi batte sempre più forte Ho le mani contratte piene di rabbia, piene di forza Era successo già ad Ankarano, ti sei detta la prossima volta non tengo e ora tieni di nuovo Tremo tutta Se provo ad alzarmi, tutta questa forza prenderà il mio controllo. Tieni. Le tue mani guardati le mani Respira Respira, respira respira respira respira ascolta il cuore e fallo rallentare respira respira

catching up and questions

Postati in Incontri e Seminari con i tag su aprile 28, 2009 da aigroig

Ciao a tutti!

innanzitutto una domanda sul poco che per ovvii motivi sono riuscita a capire del post precedente: ma chi sono o cosa significa “Exù”, e gli “Exù di Sinj Vrh”? Grazie!

poi, un po’ di aggiornamenti… dopo Pasqua ho parlato con Angelo per il campo per la serata di luna piena di giugno. Bene, c’è la sua disponibilità per utilizzare il campo, ovviamente chiede di essere presente “in quanto custode del campo preferisce esserci visto che si deve accendere un fuoco”. Io arrivo fino a qui con questa vicenda, vi confesso che per qualche oscuro motivo (probabilmente proprio perchè ha a che fare con me, mah!) di più non me la sento di fare. Il campo lo conosco abbastanza, almeno da alcuni punti di vista, non ho idea se sia adatto alla serata di cui sopra, non ho nemmeno  idea dello svolgimento della stessa! Comunque credo tutti abbiate il numero di Angelo per gli accordi necessari, io resto a disposizione per accompagnare chi desiderasse visitare il campo anticipatamente. I Nonni mi hanno dato, almeno sino ad oggi, solo una indicazione molto precisa, ossia quella di preparare delle lanternine, mostrandomi forme e colori: chiedo gentilmente una mano per realizzarle per la serata di giugno!!!

Infine a proposito del giovane uomo “do brasil”. Non ne so un granchè e non ho molte notizie, ho chiesto di lui ad un’amica (giro indiani) che – ho scoperto solo dopo- lo ha “adottato come figlio”. Proprio il  giorno che le ho scritto una mail, lui era tornato in Slovenia e quindi lei gli ha detto di questa mia richiesta di informazioni, ecc. Lui ha detto di parlarmi liberamente e di invitarmi ad incontrarlo. Se ho capito bene abita nel nord della Slovenia e ci stiamo organizzando per andare a conoscerlo: buh! In questi giorni sia per me che per lei è un po’ impossibile, spero di aggiornarvi presto con qualcosa di più concreto!

That’s all Folks diseva el carton animato e più carton animato de mi!!!

CAMBONANDO DO GRANDAO

Postati in Racconti su aprile 24, 2009 da pizpoz

Precisazione su Ancarano (dicembre 2008)
(che non ho fatto lì per lì e me ne pento): i cinque Exù di Sinj Vrh, contavo anche Mae Teresa, erano quattro Gianni, Mario e Alfredo e io, anche se solo di complemento, non ce n’era per nessuno: se penso alla qualità che si esprimeva, mi viene da piangere di commozione per allora.
Pareva la Grande Inter dell’Umbanda:
1 Sarti = Cambono Il più alto (scarso) in porta e poi la formazione la faccio io…
2 Burgnich = Carla Ricorda Tarcisio: attenzione sul secondo binario Cabocla in transito…
3 Facchetti = Ariella Non è la più gentlewoman e poi non è alta ed elegante?
4 Bedin = Ani Mai vista come mediano?
5 Guarnieri = Rocha I Quando era Stopper: efficacissima, chiedere conferma a Michela…
6 Picchi = Scavelon Chi se non lui come libero?
7 Jair = PaiLeo Ala destra ovviamente…
8 Mazzola = Lucia La bandiera, senza di lei niente squadra in campo
9 Milani = Mario Centravanti di spinta…
10 Suarez = Rocha II Genio con la palla sul terreiro di gioco e sulle ns. palle indoor (aule)
11 Corso = Gianni P. Ala sinistra ovviamente…

è solo un gioco, ma dispiace lasciare fuori campioni assoluti dell’epoca (o arrivati dopo) come Dani, Andre, Ste, Gianni S., MariCar., Elvio, Eliana, Vivien, Dunja ecc.
Nulla di personale…
Quando sento iniziare un discorso così, di solito penso che la comunicazione che seguirà sarà personale, molto personale, troppo personale. Perciò questa è una cosa personale.
A metà della gira sono collassato, ho sentito la mia energia scendere come non era mai successo prima e ho cominciato a guardare le cose da fuori. Non riuscivo più a muovermi, Non ho provato alcuna gioia per la nuova Vovò. Sentivo solo amarezza e fatica per un lavoro che sentivo consumato, che mi imprigionava in un ruolo, che mi pareva frusto e logoro ma che, lo so benissimo, non lo è.
Nell’incontro seguente, da brava foca ammaestrata – una delle immagini più divertenti che meglio ci definisce-, seguivo (in attenzione o in stand-by, come si usa dire attualmente) i tuoi discorsi che come sempre mi chiariscono molte cose, l’ultima quella dei bacini sotterranei. Quanti sanno che sei in trance? E che le foche dormienti lo sono? Risvegliato con la storia di Sinj Vrh: pura rabbia!
Sarà che invecchio o che il periodo appena attraversato mi ha lasciato più segni di quanto credevo ma le difficoltà che incontro non sarà che derivano anche dall’applicare a tutti, quindi anche a chi non sa quanto è stata sofferta, l’amata democrazia nel lavoro che mi hai insegnato a conoscere e a vivere? Voglio ancora affrontare la razione di vomito prevedibilmente dispensata a ogni gira di evoluzione?
Ma questi Signori si rendono conto che Lucia fa una fatica bestia: apre la gira, segue gli altri e nel contempo tira su anche le cragne: dovrebbe avere le braccia di Kali e, in più, dopo metà gira fare anche quello che non sono riuscito più a fare io (fastidio, molto fastidio). Cercano i miracoli? Eccolo qui: Lo fa gratis!!!
Mia nonna diceva: dovresti portare a tua madre l’acqua con le orecchie, non occorre tanto (fa pure un po’ schifo) ma almeno portare le bottiglie e le candele…
Non si starà mica allevando una (Um)banda di mini Terese d’ambo i sessi solo quanto a vizi però, senza l’ineffabile capacità della predetta Mae di tirare giù l’intirabile?
Non dico di fare come è toccato a noi che eravamo “vecchi” dopo un anno!
Ero già Cambono (con Alfredo) la prima volta che la Mae è arrivata senza Pai Leo!
Non dico di instaurare di nuovo la gerarchia (vedi più sotto un confronto spassionato tra ieri e oggi) e non mi impanco a giudice perché sono il primo che cerca di schivare le offerte agli incroci.
Ma cazzo, nessuno sente la chiamata a dare una mano: A me è successo a Bracchio con Pai Leo che mi rispondeva gentilmente che non serviva ma poi guardava se guardavo quello che faceva, e me lo spiegava, grazie Pai Leo! Certo in questa gira sono apparsi due volenterosi tra i neofiti (Vedi Ogan rivelato e Pietro) ma gli ex neofiti dov’erano?
E se si deve rendere giustamente onore a quelle Signore che ti darebbero anche l’anima e si dannano per organizzare Congar e il resto, bisogna pur dire che non hanno nemmeno loro guardato come si fa e che cosa deve essere a portata di mano.

Racconto semiserio sulle cose del passato
(scusate se sembra elegiaco ma eravamo molto più giovani)
e del presente
(scusate se sembra irrispettoso, ma ci sono andato così lontano?).

Cosa succedeva quando eravamo sfigati, gerarchici, brasiliani e crudeli con i nuovi:
la stanza era lavata da due persone a turno e prima di entrarci il pavimento era asciutto;
i fiori venivano acquistati a turno dalle Signore, venivano disposti in un vaso con l’acqua pulita con cura e amore al centro del Congar a lato c’era la brocca con l’acqua e i bicchieri, i fiammiferi e la Pemba, davanti il portacandela con una candela nuova e il cero bianco;
la Mae trovava tutte le cose necessarie raccolte a lato del Congar in borse appositamente preparate;
le persone (non ancora medium) in attesa di cominciare e che non avevano compiti da svolgere si raccoglievano in meditazione una volta entrati nella stanza del Congar e comunque parlavano a bassa voce se fuori da essa;
così quando entrava la Mae si poteva sentire l’aria cambiare;
e quando la Mae accendeva la candela e attivava il Congar con le operazioni di rito che se si guardavano, lo si faceva con estremo rispetto, l’aria cominciava a turbinare e i respiri e i colpi di tosse annunciavano la partenza;
Si salutava il Congar, cristiani, cattolici, comunisti, atei e agnostici compresi;
il Cambono accendeva i carboncini e chiedeva Erbe o incenso e l’Ogan vista la scelta, iniziava il ponto di defumazione;
ci si sforzava di capire cosa si doveva cantare e chi aveva più memoria ma meno voce non si vergognava di cantare (anche se veniva criticato dagli smemoratoni ma intonatissimi nn. 2, 3 e 4 della Gerarchia);
Si defumava Casa e Filhos e finita la defumazione ci si inginocchiava per iniziare la gira.
Si imparava con le spiegazioni e l’esempio come aiutare i medium incorporati e a non toccarli con i palmi delle mani ad abbracciarli con il dovuto rispetto: con forza Ogum, con amore la Vovò ecc.
Si girava, e girava e girava e poi a grande richiesta: l’aula (che rompeva i maroni ma cussì se imparava a taser e a pensar: tanto se un sa sa, se un no sa, no ‘l sa e no ‘l capissi che la domanda, squasi sempre ga già la risposta dentro, ma se se xe cussì ocupadi a pensar de far una bela domanda che no se se scolta farla e stravolti da la fadiga dopo verghela fata a farla, no se ‘scolta gnanche la risposta).
Si chiudeva la gira, si salutavano Congar, Mae, Pai Leo, Maezinha e o Filho de Oxalà.
Si cantava Estrela do Ceu, Estrela da Guia o un abraço dado di bom coraçao…

Poi, il miracolo: siamo diventati fighi, democratici, europei e montessoriani con i nuovi:
la stanza forse viene lavata;
i fiori vengono acquistati sempre dalla più volenterosa (tanto le fa piacere);
si mette su alla buona il Congar (è meno elegante ma più spontaneo, anzi, più cocolo);
le cose necessarie, quando si trovano, si trovano: erano lì, bastava zercar;
si parla tranquillamente a voce alta nella sala e quando entra la Mae, pare di cattivo umore (chissà, avrà litigato con Gianni o avrà pensieri), si continua a cazzeggiare amabilmente;
intanto che la Mae xe intenta nella robe sue lì, che no se sa mai cos’che la fa, se continua a ciacolar, se se inacorzi che la ne varda per storto, ara, solo noi e no quei là che i se meti in zenocion o i sta coi oci serai, che tanto miga xe già cominciado, no?
A piacere e per motivi ‘sai oscuri qualchidun saluda il Congar;
il Cambono una volta organizzato un Defumador Sagrado di fortuna procede all’opera sua;
si fa la defumazione con canti decisamente migliorati (ciò almeno una xe meio);
si gira ma non troppo perché se se stanca, dopo se suda e eco che se ga fredo e se ciapa mal;
forse c’è l’aula, ma dolce e gentile perché no parla la Mae che sempre la ne ziga che semo mussi;
Si chiude la gira, non si saluta nessuno, come sopra il Congar: non si canta Estrela do Ceu, Estrela da Guia se la ricorda uno solo, magari un abraço… ma anche no: i xe tuti sudai.

Resta il sospetto, in qualcuno, di aver buttato via il bambino insieme all’acqua sporca.

Estrela do céu
que guiou nosso pai
Guiai esses filhos
(no) caminho que vai

Gloria a Jesus
Nosso pai redentor
Que na santa cruz
o seu sangue derramou

Estrela da guia
che guiou nosso pai
guiai esses filhos
(no) caminho que vai

Giorgia da Judi

Postati in Emilia 3-5 aprile 2009 con i tag su aprile 7, 2009 da ste


La Fe

Soy la hermana mayor de la Esperanza y de la Caridad, me llamo Fe.

Soy grande y fuerte; el que me posse no teme ni al hierro ni al fuego; es a prueba de todos los sufrimientos fisicos y morales. Resplandezco sobre vosotros como una antorcha, cuyos chispeantes rayos se reflejan en el fondo de vuestros corazones, y os comunico la fuerza y la vida. Entre vosotros se dice que yo levanto las montañas, y yo os digo: vengo a commover al mundo, porque el Espiritismo es el que debe ayudarme. Unios, pues, a mi; yo os condivido: soy la Fe.

¡Soy la fe! Habito con la Esperanza, la Caridad y el Amor, en el mundo de los spiritus puros. A menudo he bajado de las regiones aèreas y he venido sobre la tierra a regeneraros, dàandoos la vida del espiritu, pero a excepion de los martires de los primeros tiempos del Cristianismo y algunos fervientes sarificios hechos de tarde en tarde para el progreso de la ciencia de las letras, de la industria y de la libertad, solo he encontrado entre los hombres indiferencia y frialdad, y he vuelto a remontar tristemente mi vuelo hacia el cielo; me creìais entre vosotros, pero os engañabais; porque la Fe sin las obras, no es la Fe; la verdadera Fe es la vida y la acciòn.

Antes de la revelaciòn del Espiritismo, la vida era estèril; era un arbol seco por las refulgentes chispas del rayo que nada producìa. Se me reconoce por mis actos: ilumino las inteligencias, caliento y rianimo los corazones en mi regaso; alejo de vosotros las influencias engañosas y os conduco a Dios por la perfecciòn del espiritu y del corazòn.

Venid y agrupaos bajo mi estandarte, soy poderosa y fuerte: soy la Fe.

Soy la Fe, y mi reinado empieza entre los hombres, reinado pacifico, que harà felices parà el tiempo presente, para la eternidad. La aurora para mi advenimiento entre vosotros es pura, serena; su sol serà resplandeciente y su ocaso vendrà a mecer dulcemente a la humanidad en los brazos de eterna felicidad.

¡Espiritismo! Derramas sobre los hombres tu bontismo regenerador; yo les hago un llamamiento supremo, soy la Fe.

TIS 20 marzo 2009

Postati in deliri su marzo 26, 2009 da pizpoz

Andando andare, riconoscendo ogni oscura via Sapendo, sapere di andare, non discutendo dell’andare In via di definizione il progetto del Signore, colui che frusta da terga i cavalli, vedendo e mirando oltre quelli.

Troppo si dice di ciò che sta accadendo, discordi e non concordi . Tu , non accettare , ma condividi sapendo di sapere e tacendo ciò che è tacito e dicendo ciò che è da dire

In quanto oscuro non si svela ma si cela

In quanto luminoso si acclara senza sforzo e tu non star seduto su ciò che punge, avviati verso siti agevoli

In quei siti troverai chi, come te, della facilità fa virtù senza scostarsi da sè e da ciò che è rotto

Rotto perchè saggio, sapiente e saputo

Rettitudine è competenza alla Vita

Osservanza, osservata della propria Via lungo la quale spettatori, passanti e accompagnatori, non forzati, stanno come Scena e come Scenario, così come tu stesso sei Scena e Scenario

Al Tempio arrivi da protagonista asssieme a moltitudini di protagonisti che vanno lì senza programmie senza vere alternative… e l’emozione è tutta tua ed è condivisa come una fetta di una grande torta nuziale e ognuno è Uno e ognuno è Coppia e ognuno è comprimario, celebrante e parente

Quando ciò che accade è noto, tutti partecipano al segreto sapendo ed ogni parte è degna perchè comprende, tiene in sè, le altre da cui non si distingue, ma coopera all’evento senza diversità di alcun genere

Osserva mille volte i mille volti di ciò che accade nell’Eterno Temporale che ti definisce e fuori dal quale non puoi immaginare alcunchè

Immagina di osservare l’acqua passare stando sul bordo del fiume….e passerà sempre acqua finchè avrai il tempo con te….non sarà mai la stessa acqua…e tu NON potrai dire di conoscerla già e ti meraviglierai per quella che ORA sta passando

TISS

Sabrina dopo la Toscana

Postati in Toscana e dintorni con i tag , , su ottobre 24, 2008 da pizpoz

Cosa abbiamo visto in quei tre giorni? Acqua terra fuoco e solitudine, tutti quegli ulivi aridi e secchi, l’aridità circondava quel villaggio di anime perse. La zingara che stendeva i panni in mezzo alle oche con la camicia bianca e la pettorina nera. E noi li dentro nel fumo denso a ballare al ritmo del tamburo come quando la danza e il vino ci accendeva la vita, i bagordi il sesso la carne da mangiare e da consumare, non c’era posto per la dolcezza e la delicatezza non era nelle nostre mani. <<<<<quanto mai scontato il turpiloquio nelle cantine gonfie, il vino che bolle e tutto si accende. La nostra anima si mantiene integra al suono del tamburo. Madonne addolorate che segnano il cammino di ognuno di noi senza saper ciò che suscitano. Mantengono inalterato il battito del tamburo divino in ciascuno dei tramonti… diventare univoci poliedrici catartici e posseduti cantori distorti di fatali discese negli inferi… catartiche notti… la tempesta, il tuono e il camino che brucia non solo il legno che simbolicamente vi si pone.

Ecco il mio bisogno di acqua, acqua e acqua per bagnare la terra arida e inaridita.

Eppure nel giardino intorno la piscina la vegetazione è rigogliosa,forte,pungente,piena di carica..

SOLO LI’

Questa vacanza fatta di nebbia nella mente e fuoco nelle vene… e l’incapacità di farlo scorrere dove viene richiesto.Fate tesoro di quel forte battito perché è ciò che vi mantiene in vita ,nessuna ascesa è possibile a prescindere.

Giovani delicati di delicatezza….GLI UOMINI, quelli vogliamo!non timide comparse moraliste e compresse pronti a giudicare ogni movimento sconnesso e sconcertante.Dove andate senza di noi?!passate e ci ignorate perché ignorate la vostra stessa vita!!! Chi vi chiama e vi urla vi riporta ad una realtà dovuta,dove il bianco si fonde nel nero e nel buio ..voi che tanta luce cercate per essere accecati di fronte  alla bellezza della vita stessa..Mangiate ,mangiate,mangiate! e nutritevi di carne prima che i vermi si approprino del loro boccone.

Mescolate le feci del cane che vi lecca la mano.

Lucia cosa fai lassù a casa da sola mentre noi, ci sbattiamo come ossessi ,ossessori ossessionati.

Il delirio fa parte da sempre della nostra vita     Alcunché alcuno alquanto.La zingara.

Miracoli miracolosi miracolanti

Se volevi un tema,Gianni,questo è quello che sono riuscita a fare,resoconto e cronaca non si stimolavano.Posso parlare della bellezza della convivialità..30 persone che guardavano con interesse nella stessa direzione ed ognuno vedeva un film diverso.La voce alle nostre spalle,quella fuoricampo,non è stata sufficiente a farci vedere le stesse immagini,per dirigerci nello stesso punto.Il punto che ci univa era in mezzo alle gambe,un unico cordone che ci legava tutti …miriadi di pagine di deliri…

La bella e colta signora dai capelli perfettamente acconciati.I riccioli biondi sconnessi della donna dalla doppia vita.Il sorriso ammaliante della brunetta che chiedeva il sangue.La montatura scura degli occhiali del dolce elfo che nascondeva uno sguardo avido.La compostezza del grosso oste in trasferta che avrebbe ballato con qualsiasi onda gli si fosse presentata davanti.La dolcezza pura del giocatore di rugby pronto ad aiutare qualsiasi….egli,prode paladino,in un era che non prevede il suo ruolo.

La trasformazione dei volti,domenica mattina,turbati dal turbine interno del sangue che comincia a circolare anche nei lati oscuri del proprio essere…E quel fastidio di esistere senza comprensione,compassione,gentilezza…pronti a guardare il cavillo del proprio prossimo,a sentire negli occhi lo sguardo sprezzante nei confronti di chi ti sta davanti e vedersi sgretolare fra le mani ore di sedute di meditazione e di pratiche per sentirsi buoni,luminosi e alti………………………….

                               MYRIAM            (SABRI)

Topos

Postati in deliri con i tag , su luglio 8, 2008 da pizpoz

26/06/08
E’ l’energia del posto che ci sceglie, non siamo noi a scegliere il posto.
Esistono luoghi che per la loro collocazione, seguono linee di energia
particolari e grazie alla loro armonia possono interagire con gli stati
psicofisici dell’uomo e ci aiutano a raggiungere stati di rilassamento profondo
e meditazione per entrare più facilmente in risonanza con il nostro io
profondo, il che può significare incontrare se stessi e innescare un processo
di trasformazione interiore. Per creare un’oasi di tranquillità non potevamo
chiedere di più…in questo luogo si riesce a godere appieno di ritmi, gusti,
odori, parole, voci. Qui il mare limpido e cristallino è il protagonista,
ideale per la nascita e crescita interiore, dove ritrovare tutti se stessi. La
natura e il silenzio regnano sovrani e il tempo non ha dimensione. La forma del
paesaggio, il monte, il mare, sono elementi che gli conferiscono forza e
potere, un vero paradiso per la cura dell’anima e anche del palato. Potremmo
portare nel cuore il ricordo dei colori, dei profumi, dei sapori ove il tempo
sembra essersi interrotto a tanti anni fa, ideale per piacevoli escursioni
alla scoperta di tanti piccoli affascinanti scorci. Perché non provare….Maria

sopraluogo

Postati in deliri su luglio 7, 2008 da pizpoz

Un paio di settimane fa Gianni mi ha chiesto di fare un sopraluogo in Sicilia, nel posto dove si terrà un seminario esperienziale di 4 giorni in ottobre.

Non ho capito perchè l’abbia chiesto proprio a me ma ho accettato e sono partito, questo è il rendiconto di questo mio piccolo viaggio.

Dato che dovevo trascorrere un po’ di tempo tra aerei e aeroporti ho portato con me un libro che avevo iniziato a leggere ed interrotto poco tempo fa: “Il codice dell’anima” di James Hillman.

Il libro parla, in sintesi, del fatto che ognuno di noi abbia un mandato da compiere e un carattere “essenziale” particolare e come questo abbia poco o niente a che fare con l’ambiente familiare nel quale è cresciuto.

Il libro inizia descrivendo il mito di Er tratto da La Repubblica di Platone:

“Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. E’ il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino. Secondo Plotino, il maggiore dei filosofi neoplatonici, noi ci siamo scelti il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita adatti all’anima e corrispondenti, come racconta il mito, alla sua necessità. Come a dire che la mia situazione di vita, compresi il mio corpo e i miei genitori che magari adesso vorrei ripudiare, è stata scelta direttamente dalla mia anima, e se ora la scelta mi sembra incomprensibile, è perchè ho dimenticato.”

Credo che possa essere interessante condividere con voi una sintesi dei 2 capitoli + 1/2 che sono riuscito a leggere durante il viaggio.

Il primo capitolo, che già avevo iniziato e interrotto e ho potuto riprendere in aereo, s’intitola “La superstizione parentale“, eccovene alcuni stralci:

Quell’osservazione della Eyer, che “i bambini sono profondamente influenzati… dalle speranze che scorgono nel mondo degli adulti”, potrebbe essere una chiave per comprendere lo sgomento e il turbamento del mondo infantile. Quali speranze possono mai scorgere nel mondo degli adulti? Cucire addosso una qualche speranza ai bambini e al loro futuro è più facile per il mondo degli adulti che darsi esso stesso un’orizzonte di speranza. Le popolazioni arcaiche e le comunità tribali offrivano ai loro bambini la stabilità, un’illimitato arco di tempo di continuità. I cambiamenti ciclici, le migrazioni, il nomadismo non intaccavano le fondamenta. I miti rendevano vivibile la vita e la speranza non era un categoria dell’esistenza. La speranza entra nella storia, nella nostra psicologia, quando si appanna la fiducia nella continuità.

“Il posto del padre è altrove, perchè il suo valore fondamentale per la famiglia consiste nel mantenere i contatti con l’altrove.

Rilke:

Talvolta un uomo si alza da tavola a cena

ed esce e cammina, e continua a camminare,

perchè da qualche parte a oriente sa di una chiesa.

E i suoi figli pregano per lui, come se fosse morto.

E un altro uomo, che muore nella sua casa,

nella sua casa rimane, dentro il tavolo e il bicchiere,

sicchè i suoi figli devono andarsene nel mondo, lontano,

verso quella stessa chiesa che il padre ha dimenticato.”

“Un figlio “felice”: mai, in nessun tempo e in nessun luogo, questo è stato il fine che i genitori si sono proposti. Un figlio industrioso, che si renda utile; un figlio malleabile, un figlio sano; un figlio ubbidiente, bene educato; che si tenga lontano dai guai; un figlio timorato di Dio; un figlio da godere: tutte qeste sottospecie, sì. Ma la superstizione parentale ha fatto cadere i genitori nella trappola di dover fornire, insieme alla scarpe, ai libri di scuola, alle vacanze con il bagagliaio carico da scoppiare, anche la felicità. Ma può chi è infelice produrre felicità? Poichè la felicità alla sua antica fonte era eudaimonia, cioè un daimon, contento, soltanto un daimon che riceve ciò che gli spetta può trasmettere un effetto di felicità all’anima di un bambino.”

” I genitori cosmici, mitici, vengono confusi con le madri e i padri personali. Allora il potere formativo e i misteri assegnati ad astrazioni come il cielo e la terra, il Dio Cielo e la Dea Terra, diventano madri e padri concreti, mentre madri e padri sono divinizzati, con effetti di proporzioni cosmiche.”

“Inoltre, crediamo di appartenere soltanto a questa nostra storia personale con l’influenza personale che su di essa esercitano i nostri genitori, invece che agli invisibili miti che i genitori hanno spodestato.”

” Noi prendiamo alla lettera il quarto comandamento, “Onora il padre e la madre”, il che è segno di civiltà e gentilezza. Ma non dimentichiamo che la preoccupazione di questo comandamento, come dei tre precedenti, è quella di eliminare ogni traccia di politeismo pagano nel quale il culto degli antenati era fondamentale…..Nasce qui, per comandamento, e varrà per i secoli dei secoli, la superstizione parentale. Il mondo primordiale degli spiriti è stato rimpicciolito negli idoli concreti e umani, troppo umani, di due figure individuali…..Il nostro orizzonte è stato ritagliato per ridurlo alla loro scala, e la loro scala è stata ingrandita da ciò che essi rimpiazzano.”

“L’elaborazione della superstizione parentale assomiglia a una conversione religiosa: alla liberazione dal nostro secolarismo, dal nostro personalismo, dai nostri monoteismo ed evoluzionismo e fede nella causalità. Richiede di fare un passo indietro, per tornare all’antico contatto con le cose invisibili, e un passo fiducioso oltre le soglie di casa, per immettersi nella ricca profusione di influenze offerta dal mondo.”

Dal capitolo Ritorno agli invisibili:

“Prima di allora (della cristianità n.d.r.) il mondo era sempre stato permeato di Invisibili, una condizione che la cristianità definì paganesimo. Quando l’Invisibile abbandona il mondo quotidiano (come fece con Giobbe, lasciandolo afflitto da ogni sorta di disgrazie fisiche e materiali), allora il mondo visibile non può più alimentare la vita, perchè la vita non ha più il suo sostegno invisibile……Il grandioso compito di una cultura che voglia alimentare la vita, dunque consiste nel mantenere gli Invisibili attaccati a ,….Come dicevano i greci dei loro dèi: non chiedono molto, soltanto di non essere dimenticati.”

Dal capitolo Esse est percipi:

“Vedere è credere, credere in ciò che si vede, e questo fatto conferisce immediatamente il dono della fede alla persona e alla cosa che riceve lo sguardo. Il dono della vista è superiore al dono dell’introspezione. Perchè tale vista è una benedizione: trasforma….Essere è in primo luogo essere visibili. Il lasciarci passivamente vedere offre una possibilità di benedizione. Perciò noi cerchiamo amanti e mentori e amici, affinchè possiamo essere visti ed essere benedetti.

“La percezione pone in essere e mantiene in vita l’essenza di ciò che è percepito”

Cosa c’entra tutto ciò con il mio sopraluogo?

Prima di partire mi sono posto domande sull’opportunità della mia partenza, dato che avrei lasciato mio figlio piccolo (1 mese), e il grande (4 anni), ultimamente e comprensibilmente più conflittuale del solito, sulle spalle della mia compagna, vedete voi se c’entra…Inoltre il mio compito era di capire se il luogo che aveva trovato la nostra amica Antida si prestava a favorire il collegamento del gruppo con ciò che Hillman chiama Antenati o Invisibili e che possiamo chiamare forze naturali archetipiche (speriamo non si offendano); c’entra?

Bene, data la mia naturale tendenza a incasinarmi quando si tratta di riflettere su ciò che sento non ho molto da aggiungere, posso solo dire che a parte la calda e accogliente ospitalità, ho ricevuto molta energia da quei luoghi: mi sono sentito molto vivo e leggero (malgrado lo scirocco e i più di 38°C) e, se così si può dire, singolarmente vicino a luoghi che vedevo per la prima volta.

Non so bene a cosa potranno servire queste riflessioni, ma se vi va potrete scrivere cosa pensate di tutto ciò collegandovi direttamente al sito shiatsuscuola.it , dove si creerà una sorta di blog e al quale vi rimando per tutte le informazioni sul seminario di ottobre (nuovo frutto della perversa mente di Pizzati).

Baci e a presto Pietro Alfieri

Perche non…?

Postati in esperienze su luglio 7, 2008 da pizpoz

Gia perché non provare?..questa la domanda che spesso mi faccio di fronte a nuove esperienze, cerco di seguire l’ istinto, l’ indole, il daimon che alberga dentro di me, dentro questo involucro che è il mio corpo e che spesso, devo confessarvi, faccio fatica a portare in giro. Circa un anno fa conobbi Gianni durante un seminario e feci un’esperienza personale da brivido, certo da quel giorno qualcosa in me ha preso forma o
meglio è come se il velo si fosse squarciato, ancora a distanza di più di un anno non ho tutto chiaro e penso che sia un bene perché questo mi porta alla continua ricerca ed ogni passo è un nuovo passo e un nuovo tassello che si aggiunge al completamento del quadro. Ricordo bene quella sera, anzi quella notte, durante il trattamento sentii entrare, o risvegliarsi dentro di me, un?energia potente e primordiale dalla terra, la sensazione fu come di essere trasportata dall’ onda ma allo stesso tempo ESSERE l’ onda, emozioni fortissime, movimenti, incontrollati ma armoniosi e sinuosi percorrevano tutto il mio corpo, tutto il mio essere, una danza muoveva tutto anche le persone attorno. Da quel momento tante esperienze
avevano un sapore diverso e tante cose già accadute hanno una nuova collocazione e un nuovo significato.
Adesso l?idea di vivere qui, nella mia terra di sicilia, questa nuova esperienza mi entusiasma, questa terra così ricca di energie dove la natura ancora regna incontaminata e dove ognuno di voi è invitato a spogliarsi dell’ involucro per riconoscere e vivere il proprio daimon, il proprio genius, la propria anima-libera, la propria anima-animale, la propria vocazione, perché può essere che l’abbiamo perduta di vista, o l’ abbiamo rimandata, oppure ci possiede completamente, Non importa: ma alla fine verrà fuori.? (Codice dell’
anima) Quindi il mio personale invito è a dirsi…perchè non provare a ritrovare me stesso?
ANTIDA

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